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Orientamenti per una strategia di sviluppo economico della Provincia di Macerata

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Un territorio per l'industria

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Negli ultimi dieci anni il rapporto tra imprese e territorio, nella Provincia di Macerata così come in molti altri sistemi locali in Italia, ha subito un profonfo cambiamento. Dagli anni Cinquanta fino alla metà degli anni Novanta la Provincia di Macerata ha attraversato una fase che si può descrivere con l'espressione "le imprese costruiscono il territorio". Questa fase è finita. Per essere competitive, ora le imprese hanno bisogno di operare in "un territorio che deve essere costruito dall'azione pubblica".

Indice del rapporto
1. Introduzione
2. Localizzazione e de-localizzazioni
3. Un territorio sostenibile
4. Un territorio competitivo
5. La competizione territoriale
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INTRODUZIONE
Il rapporto tra le imprese manifatturiere e il territorio è un tema fondamentale per lo sviluppo economico della Provincia di Macerata, in particolare per i quattro sistemi locali (‘Civitanova Marche’, ‘Macerata’, ‘Recanati’ e ‘Tolentino’) nei quali si concentra l’attività di trasformazione manifatturiera e di produzione dei servizi alle imprese manifatturiere. Negli ultimi dieci anni il rapporto tra imprese e territorio, nella Provincia di Macerata così come in molti altri sistemi locali in Italia, ha subito un profondo cambiamento.

Dagli anni Cinquanta fino a metà degli anni Novanta la Provincia di Macerata ha attraversato una fase che si può descrivere con l’espressione “le imprese costruiscono il territorio”. In effetti, i comportamenti delle imprese – le loro scelte organizzative, le loro scelte localizzative – generavano un flusso continuo di esternalità positive (economie esterne) sul quale si basava la competitività statica (costi più bassi) e dinamica (capacità di innovazione) delle imprese stesse considerate nelle loro relazioni - e considerate, quindi, come “sistema territoriale” (come “milieu”). Ogni impresa che nasceva, espandendosi o trasformandosi, “costruiva il territorio” nel senso che essa produceva esternalità positive di cui altre imprese si appropriavano.

Questa fase è finita. Per essere competitive, ora le imprese hanno bisogno di operare in “un territorio che deve essere costruito dall’azione pubblica”. Le imprese hanno bisogno di un territorio che presenti esternalità e nel quale siano prodotti servizi che non possono essere generati dalle imprese stesse. Nella fase attuale - e date le condizioni di partenza -, il territorio deve possedere determinati caratteri che possono essere creati soltanto dall’intervento pubblico. Ad esempio, le imprese non hanno più bisogno di un territorio che si configura come una città-fabbrica - un tessuto urbano misto nella sua forma estrema (casa-laboratorio) privo di qualità formale e ambientale. Per le loro strategie di sviluppo hanno bisogno, invece, di un territorio che presenti una elevata qualità urbana e che si configuri esso stesso come elemento di marketing.

Se si condivide l’obiettivo che i quattro principali sistemi manifatturieri della Provincia di Macerata restino sistemi manifatturieri - con i cambiamenti nel concetto di sistema locale manifatturiero che si accompagna all’internazionalizzazione delle imprese e alla segmentazione dei processi di produzione -, nei prossimi due decenni le politiche pubbliche devono costruire un “territorio per l’industria”.

L’attività manifatturiera è profondamente cambiata negli ultimi dieci anni, e il cambiamento che si è manifestato nella Provincia di Macerata può dirsi soltanto nella sua fase iniziale. L’aspetto principale di questo cambiamento concerne due processi che riguardano piani diversi ma complementari:

a. la sempre maggiore dis-integrazione del processo di produzione in fasi;

b. la de-localizzazione dello svolgimento di alcune delle fasi del processo di produzione altrove: in Italia, in Europa, in Cina, Vietnam, India e così via.

Ciascuna delle fasi nelle quali il processo di produzione si suddivide ha una propria logica localizzativa. D’altra parte, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione – e l’up-grading organizzativo che le imprese hanno effettuato o sono in procinto di effettuare – permettono di localizzzare il processo di produzione e di commercializzazione nello spazio internazionale. Molte imprese - di fatto tutte le imprese leader - non hanno alcuna difficoltà ad operare all’interno di una “catena produttiva” internazionale.

Un ulteriore, fondamentale cambiamento, legato ai precedenti appena indicati, è costituito dalla crescente rilevanza che le attività immateriali hanno assunto nella catena produzione-vendita. L’attività di marketing è aumentata in modo significativo, così come sono aumentate le attività di formalizzazione dei contrattii seguito alla segmentazione e internazionalizzazione del processo produttivo. I servizi bancari sono diventati molto più complessi e la quantità della conoscenza necessaria ad alimentare la dinamica innovativa delle aziende si è notevolmente accresciuta. Raramente le attività di apprendimento sono svolte all’interno delle imprese. Molto spesso vengono effettuate da imprese di servizi autonome e queste imprese, a loro volta, hanno logiche localizzative proprie e non sono certo vincolate dalla prossimità spaziale (fisica) con il committente. Se si ha bisogno di una campagna pubblicitaria o di servizi legali per definire un contratto di acquisto o negoziare titoli, le imprese alle quali ci si rivolge non devono necessariamente essere localizzate nella stessa area del committente. Ma se si desidera - per ragioni evidenti - che esse nascano e si sviluppino all’interno dei sistemi locali della Provincia, ci si deve appunto chiedere quali sono le condizioni che permettono a quel tipo di imprese - le imprese che trasformano informazione in conoscenza, le imprese che producono beni immateriali - di nascere e svilupparsi a livello locale.

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